Nel suo editoriale su calciomercato.com, Massimo Callegari ha analizzato il successo della Juventus contro il Manchester City in Champions League. Ecco cosa ha scritto: “Entrambe le squadre erano in emergenza, l’unità anticrisi era già stata convocata a Manchester come a Torino: ma Thiago Motta ha capito che il trasformismo tattico è un’arte, non un limite. E che chiedere alla squadra di giocare con più accortezza significa trasmettere ai calciatori l’umiltà che alimenta concentrazione, compattezza e convinzione. E forse non è un caso che anche i portieri abbiano fatto la differenza in questo, che la fame di Di Gregorio, alla prima grande serata di Champions della carriera, abbia spinto le sue mani più in là di dove (non) sono arrivate quelle di Ederson“.
Caligara: “La Juve è arrivata più facilmente a creare occasioni da gol”
Il giornalista ha proseguito: “In fondo, le occasioni da gol sono state le stesse per entrambe. Ma la Juve ci è arrivata con più facilità. Se “il calcio è lo specchio della vita” (sempre Ruben Dias) allora Juve-City è stata lo specchio dell’ambizione diversa di due club con momenti simili e orizzonti diversi: da una parte la smania di crescita dei bianconeri, dall’altra il timore di ridimensionamento (causa processo incombente) dei Citizens”.